Il lavoro dell’Assessorato si è articolato lungo alcune direttrici – 1) pianificazione e regolamentazione; 2) innovazione, semplificazione e sostegno; 3) controllo, verifica e informazione; 4) orientamento e formazione - che hanno permesso di sviluppare le potenzialità e le competenze delle varie Unità Organizzative che compongono il Dipartimento Attività Economico-Produttive, Formazione e Lavoro.

Il commercio rappresenta oltre il 30% dell’economia capitolina ma il comparto ha sofferto, negli ultimi venti anni, l’assenza di una programmazione chiara e definita che potesse guidare le varie fasi di sviluppo della città. Da qui al proliferare di situazioni poco conformi ad una metropoli di tipo europeo il passo è stato breve. Il lavoro dell’Assessorato alle Attività Produttive è quindi partito prendendo in considerazione la necessità di regolamentare alcune materie per riportare ordine in un settore strategico della città. Sul tema della somministrazione di alimenti e bevande, il Comune di Roma non aveva mai legiferato. La nascita di bar e ristoranti seguiva quindi criteri numerici, di solo appannaggio dei Municipi. La possibilità di nuove aperture rispondeva a requisiti poco chiari e soprattutto non definiti. Oggi abbiamo invece stabilito criteri di tipo qualitativo che offrono garanzie sicure e tutelano la città nei suoi molteplici aspetti.

Una delle parole d’ordine adottata per sviluppare politiche di sostegno del commercio capitolino è qualità.

Secondo questo principio è stato approvato, ed è in vigore dall’8 aprile 2010, il regolamento per l’esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande. Il nuovo regolamento voluto dall’amministrazione punta sulla qualità e identifica nuovi parametri per il rilascio dell’autorizzazione per i bar e ristoranti, con l’obiettivo di offrire un servizio efficiente, che risponda alle esigenze della cittadinanza e tuteli le aree di maggior pregio storico e architettonico della città.

Il nuovo strumento normativo rappresenta un cambiamento epocale nella disciplina dei pubblici esercizi e i nuovi criteri contribuiranno ad incrementare gli investimenti nel settore dando slancio all’economia capitolina.

L’art. 9 del nuovo regolamento stabilisce che il rilascio dell’autorizzazione per l’apertura di nuove attività di somministrazione di alimenti e bevande debba essere subordinato al possesso di requisiti strutturali e al rispetto di criteri di qualità ai quali corrisponde un punteggio.

Il territorio di Roma è suddiviso in tre aree (zona A, B, C) e per ciascuna zona è richiesto un punteggio minimo, oltre al possesso dei requisiti strutturali, al fine di salvaguardare le aree centrali della città per la loro valenza storica, architettonica e ambientale e di promuovere lo sviluppo sul territorio nelle aree periferiche.

Adottare un Piano del Commercio di Roma Capitale ha significato non soltanto adeguare la pianificazione alle disposizioni legislative e programmatiche regionali, ma ha voluto dire soprattutto dotare la città di uno strumento di regolamentazione e di controllo dello sviluppo commerciale urbano con tutte le ricadute sociali, economiche e urbanistiche che vi sottendono.

Tra le strategie del Piano abbiamo individuato il superamento degli squilibri esistenti tra piccola, media e grande distribuzione e la riqualificazione dei contesti esistenti. In questo modo, il documento di pianificazione fornisce all’Amministrazione capitolina un valido supporto alle scelte localizzative per l’apertura di nuove strutture commerciali, garantendo un corretto equilibrio distributivo delle attività attraverso la definizione delle priorità di intervento, nel rispetto di quanto previsto dal Piano Regolatore Generale della città. Con il Piano del Commercio Roma Capitale diventa protagonista del proprio cambiamento secondo i principi della sostenibilità e della giusta competitività.

Su un argomento tecnico come il settore delle affissioni Roma ha un ritardo evidente rispetto ad altre capitali europee, dovuto a un lassismo perdurato anni al quale abbiamo risposto potenziando i controlli sull’abusivismo, recuperando l’evasione e, soprattutto, colmando un vuoto normativo grazie alla redazione del Primo Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari che l’amministrazione avrebbe dovuto adottare per legge già dal 1993. Anche qui si è trattato di stabilire regole chiare e definitive per fissare dei limiti ai quali le ditte di impiantistica pubblicitaria dovranno attenersi. L’approvazione del Prip in Giunta, a inizio 2011, è servita a velocizzare l’iter burocratico, che prevede anche il passaggio in Assemblea capitolina.

Le linee guida del nuovo piano prevedono assoluta tutela del patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale di Roma. Il piano ha ottenuto il parere favorevole delle sovrintendenze statali. Il centro storico di Roma, il complesso di San Paolo fuori le Mura e le zone extraterritoriali della Città del Vaticano – tutti patrimonio dell’UNESCO – sono tutelate: saranno permessi solo impianti di pubblica utilità

Il territorio cittadino viene diviso in due parti:

Diminuiscono, rispetto al passato, le tipologie di impianti consentiti

Oggi sono censiti in banca dati 220mila mq di impianti pubblicitari. Il piano approvato ne prevede solo 162mila: -27% sull’esistente e -49% rispetto a quanto consentito oggi.

Nel 2008 la rete dei mercati rionali di Roma gridava aiuto, presentando necessità di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e adeguamento alle norme vigenti in materia di igiene e di sicurezza. Diversi mercati erano a rischio chiusura e alcuni quartieri risultavano sprovvisti di plateatici. In questo settore siamo partiti dalla ricognizione dell’esistente per programmare i lavori in base alle risorse disponibili in bilancio e pianificare l’apertura di nuovi mercati.

Sul territorio della Capitale sono presenti circa 130 mercati che ospitano oltre 4000 banchi commerciali così suddivisi:

Nello scenario odierno, caratterizzato dall’evoluzione della domanda di beni e servizi, i mercati tradizionali riescono infatti a soddisfare solo in minima parte le mutate esigenze del consumatore. C’è la necessità che il mercato rionale ritrovi, attraverso l’innovazione, l’evoluzione e l’integrazione di funzioni, la capacità di proporre un’alternativa, non solo di prezzo, all’offerta della grande distribuzione. Per facilitare questo processo l’amministrazione di Roma Capitale ha emanato un avviso pubblico che, adottando il dialogo tecnico come strumento propedeutico alla finanza di progetto, è servito a sondare la disponibilità dei privati alla riqualificazione dei mercati rionali.

Grazie alla collaborazione tra pubblico e privato sarà così possibile rilanciare, negli anni a venire, un patrimonio caratterizzato da:

Per riqualificare il sistema mercatale romano, sono state comunque adottate politiche di sostegno, attraverso lo stanziamento di risorse da parte del dipartimento attività economico-produttive.

Nel biennio 2009/2010 sono stati utilizzati:

Dal 2008 ad oggi sono stati aperti 4 mercati, interamente riqualificate 19 strutture. Entro il 2013 intendiamo aprire 4 nuovi plateatici e procedere alla riqualificazione dell’esistente. Sono in via di pubblicazione nove bandi pubblici per la riqualificazione di strutture in finanza di progetto nei quartieri Flaminio, Fermi, Torrespaccata, Belsito, Tor Sapienza, Vigna Murata, Quarto Miglio, Nuovo Laurentino e Infernetto.

Dare impulso al commercio romano significa valorizzare le eccellenze che lo caratterizzano. Nel caso del Centro Carni abbiamo dato seguito a una delibera ferma dal 2005 - che individuava nel Centro Agroalimentare di Guidonia la struttura dove collocare le attività di commercializzazione delle carni – finanziando un aumento di capitale. Nello stesso tempo, abbiamo ottenuto che nel nuovo Centro Carni che sorgerà presso il Centro Agroalimentare (CAR) venisse trasferita anche la macellazione delle carni, in modo da completare il ciclo produttivo. Il Centro Fiori è collocato da 60 anni in via Trionfale e aspettava da tempo una riqualificazione. La Giunta ha individuato un comparto urbanistico ben definito – quello della Magliana – per la ricollocazione del mercato, che lo vedrà posizionato strategicamente a un passo dall’aeroporto di Fiumicino, e attuato le strategie per portare a termine il piano di rinnovo definitivo.

Siamo convinti che un’amministrazione innovativa e al passo con le nuove tecnologie sia più a portata di cittadino e in grado di far competere Roma con le grandi capitali europee. L’attivazione del Suap e la presentazione della Scia online rispondono alla necessità di semplificare la vita ai cittadini e a tutti coloro che vogliono attivare un’impresa senza perdersi nella burocrazia.

Oltre alla rispondenza alle disposizioni normative, abbiamo puntato ad abbattere i tempi delle procedure, in essere al nostro arrivo alla guida dell’amministrazione, per arrivare alla SEMPLIFICAZIONE dell’attività istruttoria degli Uffici dell’Amministrazione e risparmio dei tempi per il cittadino; alla DEMATERIALIZZAZIONE del documento cartaceo e alla CERTEZZA della completezza dei dati (se la pratica non è completa non può essere inviata).

Per molto, troppo tempo, Roma è stata una città imprigionata nella burocrazia. La parola d’ordine dell’amministrazione capitolina è stata quindi semplificare: semplificare per innovare.

In quest’ottica a giugno 2010 è stato attivato lo sportello unico attività produttive (SUAP) presso il dipartimento attività economico e produttive di via dei Cerchi, 6. Con i servizi online del SUAP si può:

Oggi, dopo che il legislatore ha trasformato la dichiarazione di inizio attività (DIA) in una semplice segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), con la semplice “segnalazione”, corredata delle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e di atto di notorietà, nonché dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, un’impresa può iniziare da subito l’attività. Roma è stata tra le prime città italiane ad ottemperare, nei tempi stabiliti, ad un obbligo di legge, rendendo operativa la Scia telematica.

L’Assessorato alle Attività Produttive e Litorale sta realizzando un progetto per agevolare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese del territorio metropolitano, attraverso una convenzione con Banca Impresa Lazio (BIL) che rende operativo il Fondo di Garanzia.

L’intervento è strutturato per beneficiare il tessuto produttivo romano, con l’obiettivo di sostenere in particolare le imprese di dimensioni limitate che generalmente presentano maggiori difficoltà nell’accesso al credito. Con questo intervento si vuole favorire lo sviluppo di interventi di importo ridotto (finanziamenti intorno ai 50mila euro), sfruttando procedure che consentono di emettere le garanzie necessarie al finanziamento in tempi molto ristretti (non oltre i 60 giorni). A questa convenzione hanno già aderito 11 banche che, a fronte della garanzia fornita dal Fondo, si impegnano a concedere finanziamenti per 130 milioni di euro nei prossimi 12 mesi. Il Fondo si rivolge alle imprese economicamente sane, con sede a Roma, che appartengano ai settori ammissibili alla controgaranzia del Fondo di Garanzia Nazionale (legge 662 del 1996) e che siano iscritte nel Registro delle Imprese istituito presso la Camera di Commercio di Roma.

Rimane da sottolineare che l’utilizzo della garanzia quale strumento di sostegno per l’accesso al credito è una scelta che consente di anticipare i possibili effetti di razionamento del credito legati all’introduzione delle norme di Basilea 3: l’attenzione delle banche al patrimonio di vigilanza, richiesta dalle regole di Basilea 3, comporta che le politiche di sostegno all’accesso al credito prevedono l’utilizzo di strumenti che riducono l’assorbimento del patrimonio.

È stato pubblicato un bando a favore delle micro imprese del litorale romano che si sono costituite dopo il 2009; il finanziamento stanziato, a fondo perduto, è di 326 mila euro per una somma massima di 40 mila euro per impresa. Il bando, scaduto il 13 gennaio, è da considerare un incentivo importante che l’amministrazione di un ente locale come Roma Capitale offre a un quadrante del territorio strategico per la sua importanza economica e produttiva a prescindere dalla stagionalità e da altri tipi di eventi.

L’obiettivo del bando è finanziare progetti di investimento per lo sviluppo di piccole imprese; inoltre intende agevolare il potenziamento della struttura economico produttiva del Litorale romano e del suo entroterra, creando nuova occupazione e migliorando le condizioni di vita dei cittadini e dei lavoratori occupati.

Roma Capitale è la prima Amministrazione comunale che, in risposta al sempre crescente fenomeno degli incidenti sul lavoro e del lavoro nero, si è dotata di un Osservatorio comunale sul Mercato e le Condizioni del Lavoro quale organismo di “autocontrollo” atto a verificare la sussistenza delle condizioni di tutela del lavoro.

In questi quattro anni di mandato, l’Osservatorio sul Lavoro, Sostegno e Orientamento al Lavoro ha eliminato le consulenze esterne, riducendo in maniera evidente i costi di gestione dell’attività di verifica e controllo sulla sicurezza presso i cantieri edili del Comune di Roma. Tuttavia si è mantenuto lo stesso standard di qualità; è inoltre stata potenziata la collaborazione gli Enti Paritetici e le RLST Rappresentanze Locali e Sindacali del Territorio e si sono stabilite strette sinergie con Inail e Asl. La Giunta Alemanno ha finalmente avviato l’attività prevista dalla delibera 135 del 2000 di Consiglio Comunale effettuando tutte quelle attività di controllo sulla corretta applicazione da parte delle Cooperative sociali fornitrici per il Comune dei servizi e servizi alla persona della normativa contrattuale per i lavoratori impiegati per la sicurezza sul luogo di lavoro.

Fondamentale, inoltre, l’attività di dialogo sociale, svolta dall’Assessorato alle Attività Produttive, Lavoro e Litorale in collaborazione con la U.O. Osservatorio sul Lavoro – Sostegno ed Orientamento al Lavoro, e che consiste nell’attivare tavoli di concertazione con le OO.SS., i rappresentanti dei lavoratori e le imprese che non hanno collegamento diretto con l’Amministrazione comunale ma la cui attività viene svolta sul territorio di Roma Capitale.

Nel periodo 28 aprile 2008 ad oggi la U.O. Osservatorio ha istituito tavoli (ed ha preso parte a tavoli istituiti dalla Regione Lazio) finalizzati alla soluzione di problematiche di oltre 3700 lavoratori di aziende che operano sul territorio di Roma Capitale. Sono emerse problematiche aziendali legate principalmente alla delocalizzazione dei siti produttivi, alla chiusura di alcuni settori, al ridimensionamento del personale per alcune aziende, alla riconversione di rami aziendali. Compito dell’Amministrazione è stato quello di incanalare le vertenze verso i settori competenti quali Regione e Ministero del Lavoro. E’ stata garantita assistenza e presenza durante gli incontri istituzionali presso le sedi competenti. Sono state analizzate prospettive di reinserimento lavorativo, è stata garantita l’intermediazione attiva tra lavoratori, OO.SS. e le parti datoriali. Si elencano di nella tabella le principali vertenze seguite durante il periodo di riferimento.

L’indirizzo dato dall’Assessorato è stato quello di razionalizzare la rete cittadina dei centri di orientamento al lavoro, con potenziamento dell’avvio di tirocini formativi e progetti tipo attraverso borse lavoro sociali. Nell’ambito della formazione, Roma Capitale, come ente utilizzatore di progetti europei e fondi regionali e provinciali, è impegnata in un’opera di sensibilizzazione ed informazione della proposta formativa chiedendo maggiore autonomia e risorse. Particolare rilevanza rappresenta la presenza, all’interno della struttura dell’Assessorato, dello sportello del Centro Orientamento Lavoro dedicato ai tirocini che dà l’opportunità agli utenti di entrare in contatto con realtà aziendali di riferimento del Comune con le quali intraprendere un percorso di inserimento lavorativo.

Politiche di sviluppo del Litorale

Un capitolo a parte, nell’ambito delle politiche adottate dal mio assessorato, meritano le Politiche di sviluppo del Litorale.

Il lavoro dell’assessorato è stato finalizzato all’attuazione di iniziative orientate allo sviluppo del tessuto economico locale attraverso la promozione del territorio e l’incentivazione delle attività commerciali e dei servizi. Si continua inoltre a perseguire l’intento di valorizzare il Litorale Romano, sviluppandone le risorse turistiche ed ambientali in un’ottica di rilancio delle attività ricettive, turistiche, commerciali e culturali.

Nei primi sei mesi di attività da Assessore Comunale alle Attività Produttive, Lavoro e Litorale mi sono adoperato per portare all'attenzione della Giunta Capitolina istanze e proposte al fine di affrontare le emergenze urbane e sociali dei quartieri di Roma e del Litorale romano. Ho cercato di dare soluzione a problemi irrisolti da tempo e fornire risposte concrete alla cittadinanza, grazie anche al prezioso contributo delle Rappresentanze territoriali, delle Associazioni locali e dei Comitati di Quartiere.

Sopralluoghi e riunioni per i mercati rionali

Per le piccole e medie imprese

Ordinanza "anti-borsoni"

Nuova disciplina per gli orari delle zone a traffico limitato

Antiusura e sicurezza sul lavoro

Formazione